Messalino di Mercoledì 12 Ottobre

Messalino di Mercoledì 12 Ottobre

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (5,18-25)

Fratelli, se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

* Il contrasto tra le opere della carne e il frutto dello Spirito è simile a quello che regna tra le tenebre e la luce, il caos e l’ordine, la confusione selvaggia e l’armoniosa unità. Il cristiano ha crocifisso la carne nel battesimo e appartiene a Cristo (3,27-29). Egli è una «nuova creatura» in Cristo (2Cor 5,17).

 

Salmo Responsoriale (dal Sal 1)
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

 

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia... Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.
     
Dal Vangelo secondo Luca (11,42-46)

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

* Gesù strappa tutte le maschere: compiendo determinati gesti che gli altri vedono e apprezzano ma che non impegnano il cuore, alcuni mascherano la propria infedeltà alle esigenze di Dio. Per quanto riguarda coloro che hanno il compito di insegnare, succede che mascherino la propria infedeltà personale imponendo agli altri un pesante fardello di prescrizioni abusive.

 

Spunti di Riflessione

I “posti” da cercare!
Non si è in grado di accogliere la verità di Dio che accettando la propria verità di creatura; ciò richiede rinuncia a ogni pretesa e ambizione umana. La rinuncia a se stessi permette di essere aperti verso gli altri, di accogliere Dio e i propri fratelli. La conoscenza, principio della vita cristiana, non è comunicata da Dio che a coloro che accettano di essere «piccoli», umili, sull’esempio e il precetto del Cristo. Umiltà vuol dire rinuncia cosciente a voler essere grandi e importanti agli occhi degli uomini, all’onore, a ogni stima, riconoscimento, potenza; umiltà vuol dire desiderio di nascondimento, di passare inosservati.
Intimamente unita all’umiltà si trova la dolcezza che fa rinunciare a imporsi con violenza e durezza, che non risponde colpendo quando viene colpita, che sa cedere in tutte le piccole occasioni della convivenza con gli altri uomini perché conosce cose ben più grandi che l’affermazione di sé.
«Se un uomo ogni giorno gettasse un fiore sul cammino del suo prossimo le strade della terra sarebbero piene di gioia» (Romanza inglese).

 

La Parola per me, Oggi

Non caricare gli altri di pesi insopportabili, cerca tu di portare i pesi degli altri: quando avrai terminato il tuo lavoro, fa’ quello del tuo fratello, aiutandolo, per Gesù, con tale spontanea delicatezza che egli non avverta neppure che stai facendo più di quanto devi secondo giustizia. Anche questo è un frutto dello Spirito Santo.

 

 

La Parola si fa Preghiera

Signore Gesù, tu ci hai detto che il tuo giogo è dolce e il tuo peso leggero. Aiutaci a non imporre mai agli uomini, in nome della tua Parola, un fardello che non possono portare. E donaci la grazia di una profonda coerenza tra la nostra vita e le nostre parole, Tu che sei il nostro Maestro e il nostro Signore.

◊ Il Mio Rosario
Maria è assunta nella gloria. Quella colomba purissima, pur essendo volata verso i cieli, non cessa di proteggere questa terra (Teodoro Studita).
Mistero. Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria.

 

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